lunedì 14 luglio 2014

LA PAUSA - Rodi Garganico - Vieste



LA PAUSA – Ma si pedala lo stesso…

Rodi Garganico – Vieste: 54 km

Dovrebbe essere il tanto anelato giorno di pausa, il bicicletta free, ma decidiamo di pedalare, per goderci di più le spiagge del Gargano e per farci meno km domani. In teoria è facile, ma l’insidia e la salita si nascono dietro ogni curva.
Veniamo svegliati dalla luce del sole, e stranamente partiamo prestissimo. Purtroppo il cielo è coperto da nuvoloni, e non si prevede niente di buono all’orizzonte. Decidiamo che, sfumato il giorno di bicicletta free, oggi deve essere almeno il pasta free day, ovvero niente pasta oggi, ormai mangiamo pasta tutti i giorni e più volte al giorno, è l’ora di darci un taglio! La colazione è rappresentata allora da un ottimo melone, che mangiamo nel porto di Rodi in compagnia di Antonio, che lavora nella pulizia del porto. Come previsto, la pioggia comincia a scendere pesantemente giusto quando noi siamo li a mangiare, e vabbè, almeno ci sono parecchi portici dove ripararsi. Certo che la pioggia in Puglia, a luglio, dev’essere un evento abbastanza inusuale…
La pioggia dura una ventina di minuti, dopo i quali si riprende il cammino verso Peschici, attraversando una strada che con leggere collinette da affrontare. Il mare è alla nostra sinistra, il bosco a destra, man mano che si avanza il tempo migliora e noi possiamo godere appieno dei bei scorci che si aprono davanti ai nostri occhi, fino a intravedere la bianca Peschici arroccata sula rocca. Da distante lo spettacolo non è niente male, peccato che la famosa località del Gargano è invasa da migliaia di turisti che rovinano decisamente l’atmosfera di paesino di mare che dovrebbe caratterizzarla. Oddio, le case bianche, la vista sul mare, le vie strette (e le granite) sono affascinanti, ma ormai noi siamo allergici ai turisti in massa, preferiamo qualcosa di più tranquillo e senza tanta gente, ed è per questo che cerchiamo di passare meno tempo possibile nella cittadina (senza però tralasciare la granita!).
La strada per Vieste è ancora più montagnosa, ma c’è anche meno gente, e gli scorci sul mare sono sempre più frequenti, l’acqua è azzurrissima, piano piano saliamo e scendiamo fino ad arrivare a Vieste. Anche Vieste sembra una città sullo stile di Peschici, ma è più grande ed il centro storico più interessante: inoltre, è costruita su alcune formazioni rocciose che ricordano le calanques di Marsiglia e la vita dei viestani è decisamente più movimentata. Grazie a Marcello, conosciuto attraverso couchsurfing, riusciamo a ritagliarci un piccolo spazio in uno dei lidi che circondano Vieste (per dormire la notte), e ci buttiamo subito in mare, il tanto desiderato mare! E poi, partita sulla spiaggia con il figlio di Marcello, quattro tiri e sole. La sera, si passeggia per le viuzze del paese, strapiene di gente e soprattutto di tedeschi, in attesa della partita Brasile – Germania. Conosciamo due ragazzi della Repubblica Ceca, artisti di strada che fanno uno spettacolo col fuoco, ed è subito intesa: lo spettacolo è interessante e la gente si circonda intorno al ragazzo che fa roteare il suo bastone infuocato. Ma il vero spettacolo di Vieste sono la mitica Mamma Rosa, proprietaria di una rosticceria nella Vieste vecchia, nove figli ed una vita passata a cucinare per l’intera comunità, e il mitico cornetto della cornetteria antica della Chianca Amara, suggerita dalla Giovi: il cornetto è delle dimensioni di un aeroporto, e noi ce lo mangiamo farcito di crema chantilly, cioccolato bianco e nutella… Una bomba calorica che vale da cena, una gioia per il nostro cuore: Tommaso, come se non bastasse, si rimpinza anche di melanzane alla parmigiana da Mamma Rosa. Pozzo senza fine.
La serata si conclude a ritmo dei sette goal rifilati dalla Germania al Brasile, disfatta totale. Noi ce ne ritorniamo al lido, ci sistemiamo sugli sdrai e ci addormentiamo con il suono delle onde e l’hotel a mille stelle che è il bel cielo di Vieste.


Prodotti tipici venduti per strada... ci sono pure i mitici lampascioni!


Primi tratti di costa del Gargano


Peschici


Il pollo Paul si meraviglia di fronte a Vieste


 Vieste verso il tramonto

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