LA VIA DELLE CIPOLLE - Ma anche del tartufo...
Bianchi - Tropea: 105 km
Lasciare Bianchi ci dispiace un po', la gente del paese è tutta carina con noi, ed anche la mattina ci dimostrano il loro affetto al bar.
"La strada, da qui, a parte un paio di piccole salitine, è tutta in discesa!". Così ci viene detto dagli amici di Bianchi, ma non è proprio così corretto: ad un certo punto, dopo che non si faceva altro che salire, il cartello dell'altimetria segnava chiaro, 1000 mt... tutta discesa insomma! Durante la pedalata, intanto, incappiamo nelle rovine di una vecchia abbazia, vicino a Soveria Mannelli, veramente affascinante, rimangono su solo le pareti, mentre il tetto è formato da nuvole e stelle... Più ci si allontana da Bianchi, più la vegetazione si fa meno amazzonica e il clima meno umido, era ora!
La discesa è velocissima e si raggiunge Lamezia Terme in un attimo. Come previsto, la città non è per niente interessante, fa caldo e ci sono un sacco di macchine: noi ce ne vogliamo andare quanto prima, per imboccare le statale che porta sempre più a sud, non prima però di un succoso melone, fulminato in 5 minuti dalle nostre diaboliche mascelle. Intanto, per la strada, si cominciano a vedere le prime cipolle rosse...
La bruttezza del paesaggio intorno a Lamezia Terme prosegue per un'altra ventina di km, qua c'è solo caldo, erba e secca e grandi opere viarie lasciate li a metà, la Salerno - Reggio Calabria è li a lato e la sua fama viene confermata da ciò che vediamo. Rimane tutto così fino a Pizzo, paesino sulla costa, una costa finalmente bella, con scogliere ed un mare azzurro. La sosta a Pizzo è obbligatoria: oltre a visitare il bel centro storico (ma affollato da turisti), bisogna mangiare il famoso tartufo, non il tartufo che trovano i cani nei boschi, ma il tartufo gelato! Alla prima tartuferia in strada ci fermiamo: anche se chi lo prepara è di Pavia, il tartufo è una gustosa palla di due etti ripiena di orgasmico cioccolato fuso che ci fa godere le nostre papille gustative! Oh, se li faranno pagare cari sti tartufi, ma so bbboni! Le cipolle, invece, costano poco...
Da Pizzo comincia poi quella che viene denominata "la costa degli Dei", e noi non possiamo che percorrerla; l'avranno chiamata così sapendo che passavamo! Comunque, hanno ragione a chiamarla in questo modo, quando saliamo un po' vediamo delle spiagge fantastiche con dell'acqua trasparente che fanno venire voglia di buttare via le biciclette e passare tutta la giornata in ammollo! Cosa che facciamo un paio di km prima di arrivare a Tropea: la spiaggia è affollata e il mare non è il migliore, ma nuotiamo con vista su Tropea!
Prima di salire a Tropea, Tommy si fa il pieno di frutta e verdura, e comincia la salita per la città con un kg di cipolle nelle borse e un'anguria intera sotto il braccio, la stessa salita affrontata da Contador un paio di anni fa (ma senza anguria!). Salvatore ed Eva ci accolgono nella loro casa, una tranquilla coppia italo spagnola con la quale ci troviamo subito bene: Eva lavora in una Tea Room, e ci lascia presto per lavorare, mentre Salvatore ci fa da cicerone per il centro storico di Tropea. La città è invasa da turisti, quei turisti che fanno sempre le stesse cose e vanno sempre negli stessi luoghi: infatti, due strade a fianco di quella principale regna il silenzio, mah... Comunque, Tropea merita davvero, soprattutto quando viene colpita dai raggi del sole al tramonto. La serata termina con un'insalata di cipolle dalle dimensioni epiche,un concerto di musica classica in piazza (con grande tris del "Va Pensiero"!) e dei tè particolari nella Tea Room di Eva. Per oggi è abbastanza, noi ce ne andiamo a letta con ancora gli sbuffi di cipolla... avremo gli incubi!
Il pollo Paul, il nuovo monaco dell'antica abbazia
Il Tartufo mentre viene azzannato dal pollo Paul
Pizzo
Tropea senza gente, incredibile!
Tropea, che c'è la sotto??
Eccola, la classica foto da cartolina!
Specialità calabresi in Ape
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