Trani - Martina Franca (in verità San Paolo, li vicino...): 145 km
Lasciamo Trani, Antonella e Laura, la bella cattedrale, il
mare azzurro e il pittoresco porto dopo dei gustosi cornetti all’amarena nel
bar dello zio di Antonella; peccato non rimanere di più…
Oggi si deve arrivare a Martina Franca passando per la zona
dei Trulli, ma non facciamo la costa, sennò ci toccherebbe entrare a Bari,
città grande e quindi difficile da attraversare, e quindi decidiamo di
aggirarla toccando i paesi che la circondano, come se formassero un mezzo
anello. Un po’ di costa la seguiamo, troviamo prima Bisceglie e le sue palme e
poi Molfetta, e da li salutiamo il mar Adriatico, che non vedremo mai più in
questo viaggio. La strada prosegue verso l’interno, Tommy fa un po’ fatica,
oggi le gambe non girano molto, e il paesaggio non aiuta: gli ulivi saranno
anche belli, ma trovarne a destra e sinistra per 50 km senza che il paesaggio
cambi, dopo un po’ diventa decisamente noioso. Inoltre, le strade sono
abbastanza trafficate, vanno su e giù in continuazione e c’è afa. Meno male che
qualche cittadina interessante la troviamo, come la bella Bitonto: là
ritroviamo un centro storico labirintico, viuzze strette dagli edifici alti ed
antichi, una bella cattedrale e bambini che giocano ancora a pallone in piazza.
Poi, la noia, dopo Bitonto si passa vicino a Binetto,
Bitetto e Bitritto, e almeno ciò ci fa sorridere, poi collinette per Adelfia,
Casamassima (obeso pranzo con pane, ricotta e marmellata) e Turi, con niente da
segnalare, a parte strade chiuse con deviazioni segnalate come i cani… A
proposito di cani, cominciano a farsi piuttosto aggressivi: l’avevamo notato
già in Molise, qua un po’ meno, ma abbaiano in continuazione e si avvicinano
troppo. Chissà perché ce l’hanno con i ciclisti!
Da Putignano si prende la provinciale dei Trulli e la storia
cambia. Si pedala per delle strade strette e delimitate da dei bei muretti a
secco, sullo sfondo vecchi casolari, covoni di fieno, ulivi e, sul finale, i primi
trulli! Da qua comincia la zona dei Trulli, se ne vedono un po’ ovunque, alcuni
in rovina e perduti in mezzo ai campi, altri rinnovati e modernizzati: in ogni
caso, sempre affascinanti. Da Putignano si prosegue per una statale velocissima
verso la città dei trulli per eccellenza, Alberobello. Sulla strada per
raggiungere il sito Unesco, però, una sorpresa, i primi fichi: ce ne facciamo
una scorpacciata epica, un po’ brutta la posizione per via delle macchine che
ci passano vicino ad alta velocità, ma i fichi non ce li facciamo mica
scappare!
Alberobello, come previsto, è invasa dai turisti, ma è
normale, la cittadina è bellissima. Certo, le stradine principale sono un
concentrato di bancarelle che vendono prodotti pugliesi ma anche cavolatine varie
che si possono trovare pure a Shangai, ma giusto un paio di vie più a lato e i
turisti scompaiono. Ci chiediamo perché i turisti seguano sempre le stesse
strade, sembra che in loro non ci sia la curiosità di infilarsi in una via
laterale, si accontenteranno di questo turismo omologato… Quando non ci sono
tutti questi turisti intorno, i trulli appaiono ancora più affascinanti, incredibile
che la gente li utilizzi ancora, le mura bianche splendono quando vengono
toccate dai raggi del sole, e la vista dei tetti di pietra dai punti panoramici
è spettacolare.
L’ora è tarda, aumentiamo l’intensità delle pedalate ed
arriviamo ad un’altra bella cittadina: anch’essa è costruita sopra una
collinetta, ed è caratterizzata dalle case bianche, una cattedrale che domina
gli altri edifici e le solite stradine strette, una costante di molti paesini,
ma pur sempre interessante. La vista da sotto questa volta è la più
interessante, che apprezziamo non poco prima di voltarle le spalle per
raggiungere Martina Franca.
Martina Franca purtroppo non riusciamo a vederla, perché proprio
sotto la città ci incontriamo con Raffaele, il couchsurfer che si ospiterà
stasera: lui, venuto in macchina, ci informa che la casa è a 12 km dal centro.
Da li comincia una cronometro di fine tappa decisamente sfiancante, su e giù per
le collinette della zona ad alta velocità per seguire Raffaele in macchina. Il
traguardo arriva dopo circa 145 km, in una casa di campagna vicino ad un
paesino chiamato San Paolo: la zona è carina, si attraversano campi con un
sacco di trulli, e dalla collinetta finale si può vedere Taranto, lo Ionio e l’Adriatico!
Noi, stanchissimi, veniamo rifocillati a dovere da Raffaele, gran chiacchierone
e animatore della serata… Non riusciamo ad andare a Martina Franca la sera, ma
va bene così, oggi si è già fatto abbastanza!
Nessun commento:
Posta un commento