lunedì 14 luglio 2014

Tappa 18 - Trani - Martina Franca

TRULLO CITRULLO – La noia, la via degli ulivi e la Trulliland

Trani - Martina Franca (in verità San Paolo, li vicino...): 145 km

Lasciamo Trani, Antonella e Laura, la bella cattedrale, il mare azzurro e il pittoresco porto dopo dei gustosi cornetti all’amarena nel bar dello zio di Antonella; peccato non rimanere di più…
Oggi si deve arrivare a Martina Franca passando per la zona dei Trulli, ma non facciamo la costa, sennò ci toccherebbe entrare a Bari, città grande e quindi difficile da attraversare, e quindi decidiamo di aggirarla toccando i paesi che la circondano, come se formassero un mezzo anello. Un po’ di costa la seguiamo, troviamo prima Bisceglie e le sue palme e poi Molfetta, e da li salutiamo il mar Adriatico, che non vedremo mai più in questo viaggio. La strada prosegue verso l’interno, Tommy fa un po’ fatica, oggi le gambe non girano molto, e il paesaggio non aiuta: gli ulivi saranno anche belli, ma trovarne a destra e sinistra per 50 km senza che il paesaggio cambi, dopo un po’ diventa decisamente noioso. Inoltre, le strade sono abbastanza trafficate, vanno su e giù in continuazione e c’è afa. Meno male che qualche cittadina interessante la troviamo, come la bella Bitonto: là ritroviamo un centro storico labirintico, viuzze strette dagli edifici alti ed antichi, una bella cattedrale e bambini che giocano ancora a pallone in piazza.
Poi, la noia, dopo Bitonto si passa vicino a Binetto, Bitetto e Bitritto, e almeno ciò ci fa sorridere, poi collinette per Adelfia, Casamassima (obeso pranzo con pane, ricotta e marmellata) e Turi, con niente da segnalare, a parte strade chiuse con deviazioni segnalate come i cani… A proposito di cani, cominciano a farsi piuttosto aggressivi: l’avevamo notato già in Molise, qua un po’ meno, ma abbaiano in continuazione e si avvicinano troppo. Chissà perché ce l’hanno con i ciclisti!
Da Putignano si prende la provinciale dei Trulli e la storia cambia. Si pedala per delle strade strette e delimitate da dei bei muretti a secco, sullo sfondo vecchi casolari, covoni di fieno, ulivi e, sul finale, i primi trulli! Da qua comincia la zona dei Trulli, se ne vedono un po’ ovunque, alcuni in rovina e perduti in mezzo ai campi, altri rinnovati e modernizzati: in ogni caso, sempre affascinanti. Da Putignano si prosegue per una statale velocissima verso la città dei trulli per eccellenza, Alberobello. Sulla strada per raggiungere il sito Unesco, però, una sorpresa, i primi fichi: ce ne facciamo una scorpacciata epica, un po’ brutta la posizione per via delle macchine che ci passano vicino ad alta velocità, ma i fichi non ce li facciamo mica scappare!
Alberobello, come previsto, è invasa dai turisti, ma è normale, la cittadina è bellissima. Certo, le stradine principale sono un concentrato di bancarelle che vendono prodotti pugliesi ma anche cavolatine varie che si possono trovare pure a Shangai, ma giusto un paio di vie più a lato e i turisti scompaiono. Ci chiediamo perché i turisti seguano sempre le stesse strade, sembra che in loro non ci sia la curiosità di infilarsi in una via laterale, si accontenteranno di questo turismo omologato… Quando non ci sono tutti questi turisti intorno, i trulli appaiono ancora più affascinanti, incredibile che la gente li utilizzi ancora, le mura bianche splendono quando vengono toccate dai raggi del sole, e la vista dei tetti di pietra dai punti panoramici è spettacolare.
L’ora è tarda, aumentiamo l’intensità delle pedalate ed arriviamo ad un’altra bella cittadina: anch’essa è costruita sopra una collinetta, ed è caratterizzata dalle case bianche, una cattedrale che domina gli altri edifici e le solite stradine strette, una costante di molti paesini, ma pur sempre interessante. La vista da sotto questa volta è la più interessante, che apprezziamo non poco prima di voltarle le spalle per raggiungere Martina Franca.

Martina Franca purtroppo non riusciamo a vederla, perché proprio sotto la città ci incontriamo con Raffaele, il couchsurfer che si ospiterà stasera: lui, venuto in macchina, ci informa che la casa è a 12 km dal centro. Da li comincia una cronometro di fine tappa decisamente sfiancante, su e giù per le collinette della zona ad alta velocità per seguire Raffaele in macchina. Il traguardo arriva dopo circa 145 km, in una casa di campagna vicino ad un paesino chiamato San Paolo: la zona è carina, si attraversano campi con un sacco di trulli, e dalla collinetta finale si può vedere Taranto, lo Ionio e l’Adriatico! Noi, stanchissimi, veniamo rifocillati a dovere da Raffaele, gran chiacchierone e animatore della serata… Non riusciamo ad andare a Martina Franca la sera, ma va bene così, oggi si è già fatto abbastanza!



Quale sarà il prodotto più buono della Puglia???


 La parte posteriore della cattedrale di Bitonto


Un pollo tra i Trulli


Trulli senza turisti, un sogno!


La bianca Locorotondo dal basso

Nessun commento:

Posta un commento