lunedì 7 luglio 2014

Tappa 13 - Pizzoli - Pratola Peligna

IL SELVAGGIO APPENNINO CENTRALE - Gran Sasso d'Italia, ricotta e rock 'n' roll

Pizzoli - Pratola Peligna: 123 km

La montagna più alta dell'Appennino, oggi la vedremo!
Quando descrivevamo le nostre tappe alla gente, spiegavamo tappa per tappa la prima settimana di viaggio; poi, da Urbino, dicevamo che entravamo nel "selvaggio Appennino centrale", perchè passavamo per località che manco noi conoscevamo. Tra le parti più selvagge consideravamo anche i molti km in altitudine della tappa di oggi: finalmente ci siamo arrivati...
La partenza è praticamente in salita, e Tommy si accorge presto che le gambe non funzionano bene come ieri: meglio prendersela con calma, chi va piano va sano e va lontano. Beh, si spera! Affrontiamo la salita per il Passo delle Campanelle, a 1299 mt sldm, da Arischia, e pare che sia abbastanza popolare tra i cicloamatori della zona: riusciamo a incrociarne qualcuno,  si interessano subito al nostro giro e pedalano per un po' con noi. La salita va su regolare, non è difficile, peccato per la mattinata afosa, che non regala degne visioni sulla valle sottostante, ma la giornata migliorerà pian pianino, come la nostra andatura.
Il passo è raggiunto dopo un'oretta, la strada si fa pianeggiante e si incrocia con quella che avremmo dovuto affrontare venendo da Campotosto (sigh, pareva pure bella!), ma noi dobbiamo andare verso est, direzione Gran Sasso, e ci tocca salire di nuovo, verso i 1500 circa. Qua lo scenario cambia, gli alberi si fanno sempre più radi, è terreno di pascolo da alta montagna, in cima troviamo le mucche, lunghissime visioni e una freschissima fontanella che ci disseta. La strada, finalmente comincia a scendere (ma neanche tanto finalmente... tanto sappiamo che tutto quello che scendiamo poi ce lo cucchiamo di nuovo in salita...), in fondo alla valle c'è Assergi, che noi eviteremo per affrontare nuovamente altre salite che portano a Campo Imperatore. Negli ultimi metri di discesa incontriamo anche una coppia di statunitensi, ormai di una certa età, della west coast: non siamo gli unici a pedalare sulla lunga distanza negli Appennini centrali...
Dalla funivia di Fonte Cerreto la strada va su regolare, senza strappi forti, ma è lunga, molto lunga (o almeno per noi sembra lunga, siamo un po' stanchini...), il paesaggio cambia con l'altitudine, spariscono gli alberi, le montagne si fanno più brulle, più selvagge, noi ci sentiamo come sulla cima degli Appennini. Ed, in effetti, lo siamo quasi, il Gran Sasso è a due passi. Anche i motociclisti amano questa salita, ne passano un sacco, e come dargli torto: arrivati alla cima, dopo una veloce discesa si apre davanti a noi la piana di Campo Imperatore, circondate da alte montagne, tra le quali proprio il Gran Sasso, che in effetti assomiglia ad un enorme masso. Sono luoghi selvaggi, noi li amiamo. Dirigendoci verso la valle, per Santo Stefano di Sessanio, ci lasciamo tentare da un cartello che dice "ricotta, caciocavallo, scamorza": abbiamo un certo languorino. Nella malga ci accoglie un pastore macedone, che dopo averci fatto gonfiare le ruote della bici della figlia, ci regala un kg di ricotta, perchè "noi non gli abbiamo chiesto niente per la gonfiatura"... che roba! Gentilissimo. Poi, la ricotta è deliziosa, e noi ci affondiamo direttamente le mani...
Si scende veloci, Santo Stefano di Sassanio è una meraviglia di viuzze dalla forte atmosfera medievale, in posizione dominante sulla vallata, con stradine e case in pietra; li vicino c'è una rocca, dove è stato filmato il celebre "Lady Hawk". La discesa è spettacolare, i tornanti per Bussi sul Tirino sono una gioia per tutti i ciclisti, e, raggiunta la valle, ci rendiamo immediatamente conto di essere arrivati nel Sud. Fa caldo, il fresco degli Appennini alti ce lo siamo lasciati alle spalle, qui domina il grano, ma anche i vigneti occupano molto spazio. Invece di proseguire per Caramanico Terme, cambiamo il finale di tappa e seguiamo la valle, fino ad arrivare a Pratola Peligna, il quale nome impareremo in almeno due giorni, non ci entra in testa!
A Pratola è Domenico, di Warmshowers, che ci ospita a casa di un amico, e dopo una tappa così la doccia calda e un luogo tranquillo dove stare è il top. Domenico è un appassionato di bicicletta, quindi ci si trova bene con lui: la sera si esce in piazza, ed oltre al clima, ci si rende conto di essere al Sud anche per la grande quantità di gente che si ritrova dalla dieci in poi, la vita vera è nelle strade e nelle piazze! Riusciamo a vederci Brasile - Colombia, purtroppo vinta dai padroni di casa, e di gustarci, come sottofondo, del rock n roll live suonato direttamente in strada dalla band. Nel Nord una cosa del genere provocherebbe l'ira di almeno un quartiere, qua è normale, ed è giusto che sia così. Finalmente si resipira aria di Sud!


Il pollo Paul in deficit d'ossigeno dopo il passo delle Campanelle


L'uomo sfida la montagna


Pochi km prima di arrivare a Campo Imperatore


L'ingordo Tommy, direttamente con le mani


Campo Imperatore


Un fotografo d'alta quota


Il mitico Gran Sasso


Spazi enormi...


Che bbboona la ricotta!


Santo Stefano di Sessanio e le sue viuzze


Folli discese...


...e grandi tornanti!

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