Vieste – Trani: 133 km
Svegliati dalla luce del sole, per la prima volta in tutto
il viaggio riusciamo a partire relativamente presto, sarà la vicinanza di Padre
Pio: è riuscito a fare il miracolo!
Dopo un caffè gentilmente offerto dal guardiano del lido
dove abbiamo dormito e una colazione ancora una volta pasta free (incredibile!),
facciamo conoscenza di Cristian, altoatesino in vacanza, che si divide tra
bicicletta di mattina e famiglia il resto della giornata, insomma, quindi
sveglia alle sei per lui per godersi le due ruote per non tralasciare la
famiglia. Anche noi dobbiamo farci una famiglia per partire presto! Cristian
decide di accompagnarci per la prima parte di tappa, lui conosce bene la zona,
è da molto che viene qua, e a noi fa immenso piacere, anche perché è una
persona interessante e simpatica. Si fa la costa, ma di strada pianeggiante non
ce n’è, va tutta su e giù, ma è meglio così, riusciamo a vedere tratti di costa
fantastici, con un mare pulitissimo e blu profondo, in cielo non c’è neanche
una nuvola e tutto appare bellissimo: inoltre, non ci sono macchine in giro,
perfetto! Cristian è un ciclista di quelli seri, tra gran fondo, bici pro, due
polpacci da scalatore, e mentre pedaliamo scopriamo che è pure spazzacamino!
Mastro spazzacamino per giunta! Sicuramente, lo spazzacamino più veloce del Sud
Tirol… Si fa un po’ fatica a stargli dietro, ma lui ci aspetta, anche perché bisogna
fare le foto, mica dobbiamo tirare come dei matti noi, siamo pur sempre
turisti!
Tra rampette, grandi discese e attraversamento di boschi (ma
non la mitica foresta Umbra, sarà per la prossima), arriviamo al bivio di Monte
Sant’Angelo e dobbiamo salutarci, lui torna indietro: per noi è stato un vero
piacere. La tappa prosegue, in discesa e verso sud est, verso la
industrializzata Manfredonia, un castello e tante industrie, dove ci fermiamo
per un melone e carboidrati (la benzina, insomma), e poi tanta, tanta, tanta
noia. Una delle parti meno interessanti del Grande Giro d’Italia purtroppo, il
tratto di costa tra Manfredonia e Barletta, piatto, secco, con del vento
laterale, polvere, case abbandonate, e non si riesce neanche a vedere il mare:
uniche “attrazioni”, l’interessante zona umida prima di Margherita di Savoia,
le saline, l’incontro di due anziani cicloturisti olandesi (che evidentemente
non hanno scelto la parte migliore della Puglia da visitare), e il veloce check
up della bici di Tommaso (un raggio fa un rumore strano) a Margherita di
Savoia.
A Barletta invece le cose cambiano, si cominciano a vedere
le palme, tante palme, e il centro storico è interessante, da segnalare il
bellissimo castello, bello squadrato e possente. Ancora pochi km e arriviamo a
Trani, dove ci incontreremo con Antonella, amica di Francesco, conosciuta addirittura
in Colombia. In compagnia di un’amica veniamo accolti benissimo, dopo taralli e
birretta ci sediamo a tavola per il piatto tipico, riso, patate e cozze, tutto
molto buono (anche se Francesco le cozze le lascia da parte, non gli sono mai
piaciute, sia quelle nere nel mare sia quelle a due gambe…), e veniamo
accompagnati per il centro della città. Antonella già decantava le lodi di
Trani dalla Colombia, e aveva ragione, Trani è uno dei paesi più belli fino ad
ora attraversati dal Grande Giro d’Italia: sarà il tramonto, con i raggi del
sole che colpiscono direttamente le case a rendere l’atmosfera un po’ magica,
rimaniamo affascinati dalle costruzioni antiche, dal porto, dalle cento chiese,
dalle storie che le nostre guide ci raccontano e soprattutto la bellissima
cattedrale sul mare, uno spettacolo in armonia con il mare blu.
La giornata termina con le noti della chitarra di
sottofondo, e noi felici, per aver trascorso un’altra stupenda giornata in
compagnia di belle persone ed aver visto cose che tutto il mondo ci invidia…
Scorci garganici
...che mare orribile...
...che visioni indecenti!...
Il pollo Paul si meraviglia di fronte alla perfezione geometrica del castello di Barletta
La meravigliosa cattedrale di Trani
Nessun commento:
Posta un commento