sabato 12 luglio 2014

Tappa 16 - Pietracatella - Rodi Garganica

DALLE MONTAGNE AL MARE - Arrivederci gentil Molise, verso il forno della Puglia

Pietracatella - Rodi Garganica: 137 km



Ultimo giorno in Molise, ci dispiace lasciarlo, tante buone persone in questa piccola regione, e Giuseppe e la sua famiglia lo confermano nuovamente regalandoci dell’ottimo olio, salsicce e asparagi selvatici, tutto fatto in casa.
Tra saluti e mangiatona mattutina partiamo con il solito ultra ritardo, questa volta si spezza un nuovo record, dieci e mezza, praticamente una pazzia, visto che siamo diretti verso le zone calde della Puglia! Partenza in salita, fino a raggiungere le solite pale eoliche che hanno contraddistinto il Molise, e poi giù, tanta discesa per svariati km, fino a Santa Croce di Magliano, ultimo paese della regione, dal quale si può già gettare un occhio sul torrido e giallo (di grano) Tavoliere. Qua veniamo sopresi nuovamente dai buoni molisani, prima un gruppetto di anziani in piazza ci fa domande sul nostro viaggio e poi ci offrono un caffè; poi, neanche il tempo di fare 200 mt e un signore ci invita a bere del vino in casa. Meglio di no, fa caldo e si deve pedalare ancora molto, e allora ci regala un sacchetto pieno di pesche e taralli!
La strada scende, attraversando immensi campi di grano e di girasoli, la temperatura sale: arriviamo in Puglia. La strada è più o meno pianeggiante, qualche saliscendi qua e la, e cominciano ad intravedersi i primi olivi pugliesi vicino a Serracapriola, un paesetto mezzo arroccato dalle strette viuzze che portano al castello. Il problema, da qua in poi, comincia ad essere il vento: tutte le pale eoliche che vediamo funzionano alla grande, le pale girano veloci, e noi sappiamo bene cosa vuol dire… E’ difficile raggiungere Lesina, si fa fatica, anche se la strada è prevalentemente pianeggiante, ma come si sa, “nessuna tappa è facile”. Lesina è un paesino sonnolento adagiato sull’omonimo lago, qua ne approfittiamo per pranzare (beh, saranno le 4, una merenda insomma), ce lo ricorderemo per il caldo, poche persone per strada, l’assenza di fontanelle, una mezza matta venuta a chiederci un boccone da mangiare (semmai dovevamo chiederlo noi…) e tanta luce.
Da qua si prosegue quasi parallelamente al lago, che si nota in lontananza sulla nostra sinistra, passando per piccole strade di campagna, evitando le grandi strade li vicino, ma beccandoci in pieno le buche e il ghiaino. Dal lago di Lesina si passa poi al lago di Varano, tra i due ci fermiamo in un loschissimo bar frequentato da locali dalle facce poco rassicuranti. Il lago di Varano lo costeggiamo dalla parte nord, lungo un istmo di terra tra mare e lago, ma quest’ultimo non riusciremo a vederlo quasi mai, mentre il mare lo salutiamo con allegria, ci mancava da Rimini.
La tappa si fa lunga, decidiamo di non arrivare a Peschici, ma di fermarci prima, nelle zone di Rodi Garganico: il giorno dopo, in teoria di pausa, pedaleremo fino a Vieste, per risparmiarci dei km per la tappa di Trani. Sulla strada di Rodi ci rendiamo conto che qua le cose sono diverse, c’è molto più turismo, e la gente pensa più al turista come un portafoglio che cammina che ad altro: meno ospitali, quindi, ma c’è sempre qualcuno che aiuta. Dopo aver chiesto ad un paio di case se era possibile mettere la tenda nel giardino, e due risposte negative, riusciamo ad ottenere uno spazio nella casa di Antonio, nella campagna che precede Rodi: la famiglia ha pecore, maiali, conigli, pavoni ecc…, e con i cani pastori, saranno loro a farci compagnia per la notte, mentre noi dormiamo sotto le stelle.



Via col vento a Pietracatella


Da qua in po' è il torrido Tavoliere


Il giallo pollo Paul si confonde negli immensi campi di girasole!


Le strette viuzze di Serracapriola


L'entrata al lago di Varano

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