Pietracatella - Rodi Garganica: 137 km
Ultimo giorno in Molise, ci dispiace lasciarlo, tante buone
persone in questa piccola regione, e Giuseppe e la sua famiglia lo confermano
nuovamente regalandoci dell’ottimo olio, salsicce e asparagi selvatici, tutto
fatto in casa.
Tra saluti e mangiatona mattutina partiamo con il solito
ultra ritardo, questa volta si spezza un nuovo record, dieci e mezza,
praticamente una pazzia, visto che siamo diretti verso le zone calde della
Puglia! Partenza in salita, fino a raggiungere le solite pale eoliche che hanno
contraddistinto il Molise, e poi giù, tanta discesa per svariati km, fino a
Santa Croce di Magliano, ultimo paese della regione, dal quale si può già
gettare un occhio sul torrido e giallo (di grano) Tavoliere. Qua veniamo
sopresi nuovamente dai buoni molisani, prima un gruppetto di anziani in piazza
ci fa domande sul nostro viaggio e poi ci offrono un caffè; poi, neanche il
tempo di fare 200 mt e un signore ci invita a bere del vino in casa. Meglio di
no, fa caldo e si deve pedalare ancora molto, e allora ci regala un sacchetto
pieno di pesche e taralli!
La strada scende, attraversando immensi campi di grano e di
girasoli, la temperatura sale: arriviamo in Puglia. La strada è più o meno
pianeggiante, qualche saliscendi qua e la, e cominciano ad intravedersi i primi
olivi pugliesi vicino a Serracapriola, un paesetto mezzo arroccato dalle
strette viuzze che portano al castello. Il problema, da qua in poi, comincia ad
essere il vento: tutte le pale eoliche che vediamo funzionano alla grande, le
pale girano veloci, e noi sappiamo bene cosa vuol dire… E’ difficile
raggiungere Lesina, si fa fatica, anche se la strada è prevalentemente
pianeggiante, ma come si sa, “nessuna tappa è facile”. Lesina è un paesino
sonnolento adagiato sull’omonimo lago, qua ne approfittiamo per pranzare (beh,
saranno le 4, una merenda insomma), ce lo ricorderemo per il caldo, poche
persone per strada, l’assenza di fontanelle, una mezza matta venuta a chiederci
un boccone da mangiare (semmai dovevamo chiederlo noi…) e tanta luce.
Da qua si prosegue quasi parallelamente al lago, che si nota
in lontananza sulla nostra sinistra, passando per piccole strade di campagna,
evitando le grandi strade li vicino, ma beccandoci in pieno le buche e il
ghiaino. Dal lago di Lesina si passa poi al lago di Varano, tra i due ci
fermiamo in un loschissimo bar frequentato da locali dalle facce poco
rassicuranti. Il lago di Varano lo costeggiamo dalla parte nord, lungo un istmo
di terra tra mare e lago, ma quest’ultimo non riusciremo a vederlo quasi mai,
mentre il mare lo salutiamo con allegria, ci mancava da Rimini.
La tappa si fa lunga, decidiamo di non arrivare a Peschici,
ma di fermarci prima, nelle zone di Rodi Garganico: il giorno dopo, in teoria
di pausa, pedaleremo fino a Vieste, per risparmiarci dei km per la tappa di
Trani. Sulla strada di Rodi ci rendiamo conto che qua le cose sono diverse, c’è
molto più turismo, e la gente pensa più al turista come un portafoglio che cammina
che ad altro: meno ospitali, quindi, ma c’è sempre qualcuno che aiuta. Dopo
aver chiesto ad un paio di case se era possibile mettere la tenda nel giardino,
e due risposte negative, riusciamo ad ottenere uno spazio nella casa di Antonio,
nella campagna che precede Rodi: la famiglia ha pecore, maiali, conigli, pavoni
ecc…, e con i cani pastori, saranno loro a farci compagnia per la notte, mentre
noi dormiamo sotto le stelle.
Via col vento a Pietracatella
Da qua in po' è il torrido Tavoliere
Il giallo pollo Paul si confonde negli immensi campi di girasole!
Le strette viuzze di Serracapriola
L'entrata al lago di Varano
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