martedì 22 luglio 2014

Tappa 23 - Palinuro - Viggianello

UN'ALTRA GIORNATA EPICA - Tra la costa soleggiata e le montagne tempestose

Palinuro - Viggianello: 136 km

Il meteo ci è contro, pare che di pomeriggio debba sempre piovere, noi siamo già stufi di prendere l'acqua: cribbio, siamo al sud, mica in Irlanda... Per evitare il più possibile la probabile acquazzone pomeridiano, partiamo presto la mattina, dai, stiamo incominciando ad essere quasi bravi e partiamo prima delle nove, dopo un ultimo saluto con il Lello.
La prima parte della litoranea non segue la costa (certo, si chiama litoranea...), e comincia a salire con parecchi tornanti verso l'interno, facendoci godere il mare dall'alto, tra ulivi e gelsomini, fino a raggiungere San Giovanni a Piro, costruito strategicamente con una splendida vista sul golfo di Policastro: da li riusciamo a vedere Campania, Basilicata e probabilmente anche Calabria! Da lassù ci sbellichiamo dalle risate per il venditore di frutta e verdura locale, che esalta le qualità della sua mercanzia dal furgoncino con il megafono, con un accento decisamente marcato... Il tratto di costa che va da Sapri a Maratea è tra i più belli, se non il più bello, tra quelli che abbiamo potuto apprezzare nel Grande Giro d'Italia: le altissime scogliere con la strada a strapiombo sono da pelle d'oca, come anche il colore del mare.
Il ritorno in Basilicata è segnato dal grigio del cielo, che minaccia pioggia, ovviamente. Facciamo appena in tempo a mangiare a Maratea (anche questo un bel paesetto dal centro storico interessante, situato sulle pendici della montagna e il mare di fronte), che puntuale arriva la pioggia del pomeriggio. Precisa come un'orologio svizzero, prima si annuncia con qualche piovasco di qualche minuto, durante i quali riusciamo a scollinare il passo a 600 mt, poi, quando stiamo attraversando Trecchina, comincia a darci dentro duramente, con un acquazzone contro il quale anche l'arca di Noè avrebbe avuto qualche serio problema.
Ciò ci costringe a star fermi un'ora e mezza, facendoci sbattere i denti dal freddo (freddo! non è possibile!) e portando il nostro morale a livelli bassissimi. Ne approfittiamo per pianificare eventuali piani A, B, C ecc... nel caso dovesse cominciare a piovere troppo, abbandonare le montagne e seguire la costa fino al profondo sud. Fortunatamente, come è arrivata, la pioggia se ne va, lasciando dietro di se nuvole di vapore e un paesaggio tibetano, con le nuvole basse sotto di noi.
La strada scende un sacco fino a valle e, come sempre, poi ricomincia a salire, ancora più pendente di prima: c'è un senso di inutilità nel fare tutte queste salite se dopo 10 km ci ritroviamo a scendere nuovamente... La salita per Lauria è micidiale, e noi non abbiamo molto tempo, è già molto tardi e probabilmente non arriveremo mai a Viggianello in tempo. Come successe per Roccadaspide, bisogna spingere forte sui pedali, ma non è facile, soprattutto quando si sale molto. Il passo successivo è a quota mille, poi è tutta discesa, fino a raggiungere Castelluccio: da Castelluccio mancano ancora 15 km per Viggianello, ce la dobbiamo fare prima che scenda l'oscurità, e ricominciamo a macinare km con forti pedalate. Tommaso a Viggianello c'è già stato, e si ricorda dell'incredibile numero di animali selvatici incontrati lungo il cammino. E anche stavolta l'incontro avviene, con quattro cinghiali felici che scorrazzavano tranquillamente nel campo a fianco della strada, e che vengono poi spaventati dal nostro passaggio. Anche noi, poco dopo, veniamo spaventati, non dai cinghiali ma dai soliti cani lasciati liberi, questa volta due e abbastanza aggressivi.
Siamo sul calare della sera, il tramonto colpisce i fianchi della montagna e noi arriviamo a Viggianello dopo gli ultimi tre km di salita. Il borgo, visto da sotto, è molto carino, ma non abbiamo tempo per visitarlo, dobbiamo prima cercare un posto dove dormire, e chiedendo a degli abitanti del posto veniamo indirizzati verso la parrocchia di Viggianello, situata appena fuori paese: il problema è che due dei tre sacerdoti si trovano a Lourdes, e il terzo probabilmente non si trova in parrocchia. Noi arriviamo alla parrocchia che ormai è scuro: al cancello non c'è il campanello, cerchiamo di aprirlo, si apre ed entriamo. Poi, cerchiamo di entrare nella porta, ed anche questa è stata lasciata aperta. Un segno del destino? Dobbiamo dormire li dentro?? Cerchiamo il sacerdote ma non lo troviamo, lo chiamiamo a voce alta ma non abbiamo alcuna risposta. Chiediamo informazioni al bar vicino ma nessuno sa niente. E allora, che volete che facciamo? Dentro è caldo, asciutto, e ci sono le docce. Una tentazione troppo forte dopo una tappa bagnata e difficile come questa. Noi entriamo, ci facciamo la doccia e ci prepariamo il nostro posticino per dormire. E se qualcuno verrà la notte, beh, dovrà essere samaritano ed accettare la nostra pacifica invasione!


Tratto di costa per salire a San Giovanni a Piro


Il pollo Paul si prepara per il bunging jumping


Epaaaaa! Prima di arrivare a Maratea


Maratea


Noi, tre metri sopra il cielo! E sopra le nubi!

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