martedì 22 luglio 2014

Tappa 21 - Castelmezzano - Roccadaspide

L’ARAGOSTA – Delizie culinarie e pioggia

Castelmezzano - Roccadaspide: 133 km

Voi non potete immaginare quello che si è mangiato stamattina. Oltre alla solita pasta cucinata col fornelletto, al panificio locale (l’unico…), l’occhio di Francesco si è posato su un’aragosta, una specie di brioches più croccante, e piena di crema chantilly, ma proprio piena, saranno stati tre etti di pura felicità palatale. Un’aragosta così cambia la giornata. Dopo questa prelibatezza, rincontriamo Rocco e Michelangelo, ultimi saluti e di nuovo tanta gentilezza da parte loro, e poi si parte.
Il cielo non è granchè, è piuttosto nuvoloso, e per la prima parte della mattinata si segue la diga sotto Castelmezzano, circondata da boschi: non c’è nessuno in strada e noi ce la prendiamo comoda, ignari di quello che ci aspetterà dopo. Si scende e si sale, senza nessuna particolare difficoltà, fino a qualche km prima di Calvello, dove cominciano a scendere le prime ed inevitabili gocce. Giusto il tempo di ripararci sotto la tettoia di una specie di magazzino, coprire le nostre borse e giù il diluvio. Un signore, proprietario del piccolo magazzino, che ci aveva visto dalla macchina mentre ci riparavamo, ci apre gentilmente la porta, così possiamo aspettare all’asciutto che la pioggia cali d’intensità. Intanto, pensiamo all’aragosta della mattina…
Dopo una mezzoretta, le gocce si fanno meno pesanti, e noi ricominciamo a pedalare. Si passa da Calvello, e da li la strada comincia a salire in maniera più aggressiva, con pendenze importanti. Il cielo si apre, anche se le nuvole nere rimangono proprio nella direzione dove dobbiamo andare, il sole scalda l’asfalto bagnato e si crea una cappa di umidità amazzonica, con i fumi che escono dal suolo, e gli alberi che sgocciolano ancora. La salita è abbastanza lunga, nel bosco si notano le torrette dei pozzi petroliferi, e non c’è ancora nessuno in strada, se non le mucche, che dobbiamo schivare a più riprese: alcune proprio non si spostano, ci guardano, ferme in mezzo alla strada, e noi le dobbiamo aggirare con un po’ di timore. Basta pensare intensamente all’aragosta…
Le nuvole si fanno ogni minuto più scure, la pioggia sembra nuovamente inevitabile, ed infatti, dopo aver scollinato, in una strada piena di piccole rane suicide che occupano la strada, comincia a scendere il diluvio. Una pioggia pesantissima, e noi, in mezzo al niente, non possiamo che scendere in picchiata per raggiungere la prima casa dove ripararci. Ce ne vuole prima di trovarne una, il tempo per inzupparci per bene, quando la troviamo ormai siamo composti al 90% da acqua! Inoltre fa freddo. Cioè, proprio freddo, cosa inimmaginabile in Basilicata a luglio: noi siamo partiti in estate giusto per il caldo, e alla fine, ci tocca prendere il freddo nel sud! Impensabile… Bah, non pensiamoci, anzi, pensiamo che stamattina ho mangiato una deliziosa aragosta…
Si aspetta ancora mezz’ora sotto la tettoia, la pioggia sembra non finire mai, ma almeno diminuisce d’intensità. Tommaso entra in crisi, è completamente bagnato e non ha molte cose per coprirsi, e la discesa è fatale, un po’ di vento freddo in più e si congela. Arriviamo a Marsico Nuovo decisamente demoralizzati, e ci prendiamo un the caldo per scaldarci le mani, impensabile a luglio! Tommaso soffre il freddo, ma bisogna partire, mancano ancora tanti km, ma prima di rimettersi in sesto passa un’ora. Tra l’altro, nel bar, arriva anche un carabiniere, che vuole vedere i nostri documenti (…motivo?...), e si sorprende per il cognome di Francesco, Vaccaro, diffusissimo nel paesetto, dove metà della popolazione lo porta, e alla fine i the ci vengono omaggiati per questo! Magari ci avessero omaggiati con un’aragosta!
La ripartenza è in salita, ma bastano un paio di km e la strada si lancia in una velocissima discesa che ci porta verso Brianza e soprattutto verso il sole, l’amatissimo sole che ci scalda di nuovo! La strada è però ancora lunga, è tardi e bisogna pedalare duramente. Nella salita che porta verso la collina che precede Atena Lucana, primo paesetto campano che troveremo (ovvio, con il nome che porta non poteva che essere campano!), Tommaso fora: la sostituzione della camera d’aria è rapida, ma si perde ancora tempo. Dalla cima della collinetta si apre ai nostri occhi lo spettacolo del  Vallo di Diano, circondato da montagne, una fertile ed ampia valle che ci fa già sognare terre più pianeggianti e il caldo campano. La pianura e il caldo, quasi più invitanti di un’aragosta! Ho detto quasi…
A Atena Lucana ci fermiamo per un caffè e gelato, dobbiamo affrontare un altro passo a 950 mt e servono le ultime energie: ci serve una cameriera carinissima, per me la tappa poteva pure terminare qua, ammirando le bellezze campane. La salita verso il passo della Sentinella non è impegnativa, le pendenze sono facili e le pedalate si fanno meno pesanti grazie al bel paesaggio sotto di noi, baciato dai caldi raggi del sole che donano toni rossastri alla valle e alle montagne circostanti. Accecato da tanta bellezza, ho quasi una visione di un’aragosta che si materializza tra le montagne…

Lo scollinamento è epico, dall’altro lato della montagna si apre lo spettacolo del Cilento, si vede pure il mare, che ci da la forza per proseguire rapidamente verso Roccadaspide. E’ quasi tutta discesa, una velocissima discesa che dura almeno 20 km, godibilissima, con grandi paesaggi e tanta natura. Raggiungiamo Roccadaspide dopo qualche km di salita quando ormai è quasi scuro, e non sappiamo dove andare a dormire. Nella chiesa locale stanno facendo le prove per uno spettacolo di canti popolari, e dopo aver parlato con loro, si riesce ad ottenere il numero del parroco, che si convince e ci offre uno spazio nella casa canonica in ristrutturazione, ma con dei comodi letti che per noi sono manna che cade dal cielo. Il parroco è gentile e ci offre anche un paio di pizze, le prime pizze campane del viaggio! Noi ce le fumiamo al volo, ma visto che c’è Germania – Argentina, ce ne andiamo in pizzeria per mangiarcene un’altra e per poter vedere la finale del mondiale. Il pizzaiolo Fabrizio è super gentile, ci fa una pizza dalle dimensioni epiche e alla fine ci regala due basi di pizza per la colazione del giorno dopo. Purtroppo la Germania vince il mondiale, ma noi ce ne andiamo a letto ugualmente felici, oggi la tappa è stata epica, abbiamo battuto il maltempo e questa è la nostra vittoria! E, soprattutto, ho mangiato un’aragosta.


Il sole dopo Calvello, l'umidità sale, ma il bel tempo durerà ancora per poco


Selfie del Pollo Paul a Brianza


Il Vallo di Diano, la luce laggiù in fondo!


Un po' di pianura ci vuole


Queste sono durate 3 minuti e 22 secondi

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