L’ARAGOSTA – Delizie culinarie e pioggia
Castelmezzano - Roccadaspide: 133 km
Voi non potete immaginare quello che si è mangiato
stamattina. Oltre alla solita pasta cucinata col fornelletto, al panificio
locale (l’unico…), l’occhio di Francesco si è posato su un’aragosta, una specie
di brioches più croccante, e piena di crema chantilly, ma proprio piena,
saranno stati tre etti di pura felicità palatale. Un’aragosta così cambia la
giornata. Dopo questa prelibatezza, rincontriamo Rocco e Michelangelo, ultimi
saluti e di nuovo tanta gentilezza da parte loro, e poi si parte.
Il cielo non è granchè, è piuttosto nuvoloso, e per la prima
parte della mattinata si segue la diga sotto Castelmezzano, circondata da
boschi: non c’è nessuno in strada e noi ce la prendiamo comoda, ignari di
quello che ci aspetterà dopo. Si scende e si sale, senza nessuna particolare
difficoltà, fino a qualche km prima di Calvello, dove cominciano a scendere le
prime ed inevitabili gocce. Giusto il tempo di ripararci sotto la tettoia di
una specie di magazzino, coprire le nostre borse e giù il diluvio. Un signore,
proprietario del piccolo magazzino, che ci aveva visto dalla macchina mentre ci
riparavamo, ci apre gentilmente la porta, così possiamo aspettare all’asciutto
che la pioggia cali d’intensità. Intanto, pensiamo all’aragosta della mattina…
Dopo una mezzoretta, le gocce si fanno meno pesanti, e noi
ricominciamo a pedalare. Si passa da Calvello, e da li la strada comincia a
salire in maniera più aggressiva, con pendenze importanti. Il cielo si apre,
anche se le nuvole nere rimangono proprio nella direzione dove dobbiamo andare,
il sole scalda l’asfalto bagnato e si crea una cappa di umidità amazzonica, con
i fumi che escono dal suolo, e gli alberi che sgocciolano ancora. La salita è
abbastanza lunga, nel bosco si notano le torrette dei pozzi petroliferi, e non
c’è ancora nessuno in strada, se non le mucche, che dobbiamo schivare a più
riprese: alcune proprio non si spostano, ci guardano, ferme in mezzo alla
strada, e noi le dobbiamo aggirare con un po’ di timore. Basta pensare
intensamente all’aragosta…
Le nuvole si fanno ogni minuto più scure, la pioggia sembra
nuovamente inevitabile, ed infatti, dopo aver scollinato, in una strada piena
di piccole rane suicide che occupano la strada, comincia a scendere il diluvio.
Una pioggia pesantissima, e noi, in mezzo al niente, non possiamo che scendere
in picchiata per raggiungere la prima casa dove ripararci. Ce ne vuole prima di
trovarne una, il tempo per inzupparci per bene, quando la troviamo ormai siamo
composti al 90% da acqua! Inoltre fa freddo. Cioè, proprio freddo, cosa
inimmaginabile in Basilicata a luglio: noi siamo partiti in estate giusto per
il caldo, e alla fine, ci tocca prendere il freddo nel sud! Impensabile… Bah,
non pensiamoci, anzi, pensiamo che stamattina ho mangiato una deliziosa
aragosta…
Si aspetta ancora mezz’ora sotto la tettoia, la pioggia
sembra non finire mai, ma almeno diminuisce d’intensità. Tommaso entra in
crisi, è completamente bagnato e non ha molte cose per coprirsi, e la discesa è
fatale, un po’ di vento freddo in più e si congela. Arriviamo a Marsico Nuovo
decisamente demoralizzati, e ci prendiamo un the caldo per scaldarci le mani,
impensabile a luglio! Tommaso soffre il freddo, ma bisogna partire, mancano
ancora tanti km, ma prima di rimettersi in sesto passa un’ora. Tra l’altro, nel
bar, arriva anche un carabiniere, che vuole vedere i nostri documenti (…motivo?...),
e si sorprende per il cognome di Francesco, Vaccaro, diffusissimo nel paesetto,
dove metà della popolazione lo porta, e alla fine i the ci vengono omaggiati
per questo! Magari ci avessero omaggiati con un’aragosta!
La ripartenza è in salita, ma bastano un paio di km e la
strada si lancia in una velocissima discesa che ci porta verso Brianza e soprattutto
verso il sole, l’amatissimo sole che ci scalda di nuovo! La strada è però
ancora lunga, è tardi e bisogna pedalare duramente. Nella salita che porta
verso la collina che precede Atena Lucana, primo paesetto campano che troveremo
(ovvio, con il nome che porta non poteva che essere campano!), Tommaso fora: la
sostituzione della camera d’aria è rapida, ma si perde ancora tempo. Dalla cima
della collinetta si apre ai nostri occhi lo spettacolo del Vallo di Diano, circondato da montagne, una
fertile ed ampia valle che ci fa già sognare terre più pianeggianti e il caldo
campano. La pianura e il caldo, quasi più invitanti di un’aragosta! Ho detto
quasi…
A Atena Lucana ci fermiamo per un caffè e gelato, dobbiamo
affrontare un altro passo a 950 mt e servono le ultime energie: ci serve una
cameriera carinissima, per me la tappa poteva pure terminare qua, ammirando le
bellezze campane. La salita verso il passo della Sentinella non è impegnativa,
le pendenze sono facili e le pedalate si fanno meno pesanti grazie al bel
paesaggio sotto di noi, baciato dai caldi raggi del sole che donano toni
rossastri alla valle e alle montagne circostanti. Accecato da tanta bellezza,
ho quasi una visione di un’aragosta che si materializza tra le montagne…
Lo scollinamento è epico, dall’altro lato della montagna si
apre lo spettacolo del Cilento, si vede pure il mare, che ci da la forza per
proseguire rapidamente verso Roccadaspide. E’ quasi tutta discesa, una
velocissima discesa che dura almeno 20 km, godibilissima, con grandi paesaggi e
tanta natura. Raggiungiamo Roccadaspide dopo qualche km di salita quando ormai
è quasi scuro, e non sappiamo dove andare a dormire. Nella chiesa locale stanno
facendo le prove per uno spettacolo di canti popolari, e dopo aver parlato con
loro, si riesce ad ottenere il numero del parroco, che si convince e ci offre
uno spazio nella casa canonica in ristrutturazione, ma con dei comodi letti che
per noi sono manna che cade dal cielo. Il parroco è gentile e ci offre anche un
paio di pizze, le prime pizze campane del viaggio! Noi ce le fumiamo al volo,
ma visto che c’è Germania – Argentina, ce ne andiamo in pizzeria per
mangiarcene un’altra e per poter vedere la finale del mondiale. Il pizzaiolo
Fabrizio è super gentile, ci fa una pizza dalle dimensioni epiche e alla fine
ci regala due basi di pizza per la colazione del giorno dopo. Purtroppo la
Germania vince il mondiale, ma noi ce ne andiamo a letto ugualmente felici,
oggi la tappa è stata epica, abbiamo battuto il maltempo e questa è la nostra
vittoria! E, soprattutto, ho mangiato un’aragosta.
Il sole dopo Calvello, l'umidità sale, ma il bel tempo durerà ancora per poco
Selfie del Pollo Paul a Brianza
Il Vallo di Diano, la luce laggiù in fondo!
Un po' di pianura ci vuole
Queste sono durate 3 minuti e 22 secondi
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