domenica 6 luglio 2014

Tappa 11 - Vallo di Nera - Rieti

UN RAGGIO IN MENO, UN AMICA IN PIU' - Cascate, marmellate e allegria

Vallo di Nera - Rieti: 75 km

Oggi ce la prendiamo con calma. Ieri è stata dura, domani lo sarà ancora di più, oggi si faranno pochi km, e con tranquillità.
Per confermare che Vallo di Nera è un paesino fuori dal mondo, il pane arriva grazie un piccolo furgoncino che risale dalla valle per sfamare il popolo verso le 8 e mezza: attenzione però, non viene mica sempre, solo a giorni alterni!
In mattinata si segue la val Nerina, sempre in leggera discesa, ma le gambe, per entrambi, non girano molto, la fatica del giorno precedente si fa sentire, e un leggero vento contrario non aiuta: inoltre, dopo pochi km, si scopre che la ruota posteriore della bici di Tommy ha un problema, raggio rotto, roba che si sistema solo dal meccanico (anche da soli, ma bisogna essere bravi, e noi non lo siamo...). In val Nerina non ce ne sono di meccanici, bisogna proseguire verso Trani, meno male che la ruota non si muove troppo e non tocca ne forcella ne freni.
Su entrambi i lati della valle si ergono affascinanti paesini medievali, impossibili visitarli tutti, a noi ci basta vederli da sotto. Ad Arrone forse c'è un meccanico, ma quando ci arriviamo scopriamo che il titolare del negozio non c'è e il collega non sa riparare, quindi si decide di arrivare a Rieti con un raggio in meno: una deviazione per Terni ci porterebbe a pedalare 12 km in più e a perdere parecchio tempo.
Verso la fine della val Nerina ci imbattiamo nella famosa cascata delle Marmore, una tappa obbligatoria del Grande Giro d'Italia. Purtroppo l'entrata è di 9 euro (ma siete fuori??) e per noi, che al massimo ci possiamo stare un'ora, pare un po' troppo, e decidiamo di proseguire. Fortuna vuole che c'è una galleria (n'altra!) e per evitarla chiediamo al bigliettaio se possiamo passare dal parco per non correre il rischio di essere investiti, e... si! Si entra! Quindi ci vediamo le cascate in tutto il loro splendore: le cascate comunque non sono naturali, sono il risultato di un opera per ricavare energia idroelettrica, per la quale sono stati deviati tre fiumi, che ora creano la cascata, in stile amazzonico.
Si prosegue attraverso vecchie fabbriche abbandonate, che farebbero la gioia degli amanti dell'architettura industriale (una di quelle è stata usata per girare Pinocchio di Benigni), poi la strada comincia a salire affiancando Papigno, altro piccolo borgo medievale, passando per il paese Marmore, ed infine imbocchiamo la vecchia provinciale per Rieti, ormai non usata da nessuno da quando sono state costruite le nuove superstrade. La strada è bella, quasi un'enorme ciclabile, e ci regala una bella vista sull'Agro Reatino. In uno dei villaggi Tommy si ferma in una casa per comprare dell'insalata, e alla fine la famiglia si affeziona a noi, ci invita dentro l'abitazione, ci offre delle deliziose ciambelline e ci regala due vasetti di marmellata, una delle quali all'amarena e scorze d'arancia, una delle marmellate più strepitose che abbiamo mai provato!
Si arriva facilmente a Rieti, seguendo una ciclabile, ma con il minaccioso Terminillo che ci guarda dall'alto: lo affronteremo domani, la prima tappa rossa del viaggio. Rieti ci sorprende sin da subito, con delle possenti mura perimetrali che la circondano, ma non entriamo nel centro storico, prima ci si incontra con Giorgia, la ragazza che ci ospiterà. Giorgia è super alla mano, simpatica e disponibile, ci porta subito a casa e poi a cambiare il raggio di Tommy, e poi a visitare i colli intorno alla città, costellati da santuari (siamo nelle zone dove è passato San Francesco), e dalle quali si possono godere grandiose viste su Rieti. Il tramonto è vicino, i colori assumono tonalità quasi romane (siamo già nel Lazio), e la parlata dei reatini si avvicina già più a quella della capitale. Passeggiare per le vie medievali del centro con Giorgia è quanto di meglio potevamo chiedere, tra storia, tradizione (la gara delle tinozze sul Velino è epica), la birretta artigianale nel bar sotto la casa del mitico John Macaluso (grande batterista heavy metal), le risate, il liquorino alla genziana, il cane Brick...
Tutto ciò ci ha ricaricato le batterie per il Terminillo, domani c'è la grande tappa.


Il pollo Paul in Amazzonia! Ah no, la cascata delle Marmore!


Il paesello di Papigno


Rieti medievale, o finferli giganti in pietra?


Aoooo se sente che stammo viccino a Roma??


Tramonto sul Velino dal ponte romano di Rieti

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