SI RITORNA SULLE DOLOMITI - Tra laghi, compagni viaggiatori e magiche montagne, sperimentando l'accoglienza lucana
Matera - Castelmezzano: 118 km
Lasciamo Matera alle nostre spalle con un certo dispiacere, l'atmosfera cittadina di ieri sera e i Sassi ci hann quasi rapito. Si inizia bene, dopo essere stati puniti con una forte salita negli ultimi km di ieri, oggi ce li godiamo in discesa, km e km in velocità, in una statale un po' trafficata ma scorrevole. Scappiamo dalla strada grande appena possiamo, in direzione della diga di San Giuliano, che abbiamo intenzione di costeggiare per i prossimi km. Secondo la teoria, costeggiare un lago dovrebbe essere piuttosto pianeggiante, anche se questo lago in verità è una diga, ma non è così, e la strada va su e giù in continuazione, con collinette dalle pendenze aggressive e rapide discese, il tutto immerso in un'atmosfera rurale, tra campi di grano appena trebbiati, boschi, greggi di pecore che ci attraversano la strade e pochissime case. A noi piace molto. La piccola stradina del lago si ricongiunge più avanti con la provinciale che si dirige a Tricarico (quella della canzone di "Buongiorno buongiorno io sono Francesco"??), in leggera ma costante salita: lo sappiamo, oggi dobbiamo salire ancora. In lontananza vediamo tre ciclisti con le borse che vanno nella stessa nostra direzione, incredibile, già è difficile trovare un ciclista qua, poi un cicloturista che va dove noi andiamo è un avvenimento raro. Li raggiungiamo velocemente, non sono troppo rapidi, e quindi facciamo conoscenza di questi tre biciclisti di Imola, due signore e un signore, partiti da poco tempo e in procinto di fare il giro della Basilicata e dintorni. E' il primo grande giro per loro, voluto fortemente dalle due signore, sono partiti da poco ma si stanno godendo anche loro i bei paesaggi di Puglia e Basilicata. Francesco rimane solo con il signore, le altre vanno su piano piano, e per caso trova un portafogli perduto in strada: dentro, dei soldi, un assegno e tanti biglietti da visita: tentiamo di contattare qualcuno dei biglietti da visita e di risalire al suo numero dai documenti, ma pochi minuti dopo arriva un camioncino a folle velocità guidato da un tipo dal viso decisamente disperato. E' il proprietario del portafogli ovviamente, un produttore di pasta fresca di un paesino vicino, che, contentissimo per aver ritrovato il suo oggetto perduto, ci regala tre pacchi di orecchiette fresche! E' un certo peso, ma l'aspetto della pasta è appetitoso! Ci dividiamo dai simpatici imolesi poco dopo, e noi proseguiamo per le strade isolate della Basilicata: grandi vallate dalle collinette arenose, manto stradale dissestato da delle frane, pochi boschi qua, ma molti campi di grano. Si passa un piccolo centro abitato degno del miglior film western, con tanto di bar con gente che si urla dietro, e dopo una lunga ma facile salita arriviamo al piccolo borgo medievale di Garaguso, dove ci fermiamo a mangiare. Nella pausa veniamo bagnati da una leggera pioggia: durerà poco, ma non sarà che l'anteprima di ciò che troveremo nei giorni seguenti. I paesaggi cambiano, si fanno più boscosi, si seguono piccoli ruscelli che rendono il clima più umido, e la strada comincia a salire in maniera molto più decisa, soprattutto dopo il bivio di Accettura, dove un neo-pastore ci consiglia una strada dalle pendenze superiori al 10 % per raggiungere le Dolomiti Lucane. Il vecchio saggio della bici profetizza sempre che "dopo la salita ci sarà la discesa", e anche stavolta non sbaglia: ci sembra un po' inutile continuare a salire se poi si scende, per poi risalire, qua ci stiamo facendo due gambe grosse come prosciutti con tutte queste montagne! La salita comunque è valsa la pena, perchè dalla cima si vedono in lontananza le Dolomiti Lucane, enormi sassi appuntiti che si differenziano dalle montagne circostanti, per forma e bellezza. La discesa si snoda in un bellissimo bosco fino a terminare in una vallata percorsa da un ruscello azzurro, e dalla mostruosa statale. Noi preferiamo le piccole stradine che si inerpicano per la montagna. E si inerpicano per bene, a finale di tappa queste pendenze fanno male, ma la fatica è compensata dalle stupende dolomiti. In un bivio dove la strada non è che riservata ai soli residenti di Castelmezzano, paese affacciato all'altro lato della montagna, giusto di fronte a Pietrapertosa, la cittadina della montagna alla nostra sinistra, facciamo conoscenza di Rocco, anche lui in bicicletta e residente a Castelmezzano. Dopo quattro chiacchiere, gli diciamo che oggi la tappa finirà a Castelmezzano e che cerchiamo un posto dove dormire, e lui non fa altro che darci appuntamento nella piazza del paese, ci sono le primarie del PD e ci sarà parecchia gente fuori, risolverà lui la situazione. Noi continuiamo a salire, è tosta, ma alla fine la visione di Pietrapertosa ripaga tutte i nostri sforzi: il paese è costruito su un lato della montagna nascosto ai nostri occhi, quindi ci sorprende, tutto illuminato dal sole che sta per scendere. Da qua parte il volo dell'Angelo, un'attrazione che consiste in un cavo lunghissimo che unisce Pietrapertosa e Castelmezzano, dall'altro lato, e dove la gente si lancia imbragata, volando come un angelo, ed ammirando le Dolomiti e la stretta vallata sotto i loro piedi. Fantastico. L'attrazione è unica in Italia, noi avevamo visto qualcosa di simile in Equador, ma qua è spettacolare. Il sole comincia a scomparire, noi scendiamo, attraversiamo la buia vallata e la strada a rischio frane, e arriviamo a Castelmezzano, ugualmente affascinante, anzi quasi di più, visto che la ammiriamo la sera, illuminata dalle luci dei lampioni e, nonostante l'esiguo numero di abitanti, animata da una bella vita di piazza. Incontriamo Rocco, un personaggio conosciuto da tutti, beh, tutti si conoscono in verità a Castelmezzano, ci fa conoscere prima il giovane Michelangelo e poi il Sindaco, nonchè Presidente della provincia di Potenza. Loro ci aiutano tantissimo, e allora fine ci aprono la palestra comunale, dove noi possiamo farci la doccia e dormire al caldo, anche perchè fuori non è che faccia tanto caldo. Attreverso il Sindaco riusciamo anche ad ottenere un'intervista via telefono da parte di un giornalista della Gazzetta del Mezzogiorno della Basilicata! Tutti qui a Castelmezzano si dimostrano gentili con noi, ci raccontano la storia del paese e di come siano cambiate le cose con il Volo dell'Angelo, che ora porta molti turisti, davanti anche una buona birretta. L'ospitalità della gente lucana è sorrendente, e noi ce ne andiamo a dormire con il cuore colmo di gioia.!
Le colline seguendo il lago di San Giuliano
Attenzione! Pecore in attraversamento!
Le Dolomiti Lucane sullo sfondo
Il pollo Paul si rinfrescherebbe volentieri nel ruscello sotto le Dolomiti
Le Dolomiti Lucane
Il pollo Paul respira dell'aria frizzantina da Castelmezzano...
Le stradine tra le Dolomiti Lucane
Petrapertosa, alla fine di una micidiale salita
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