mercoledì 2 luglio 2014

Tappa 09 - Urbino - Camerino

RIDING ON THE STORM - Moi neghè (bagnati fradici, in veneto)

Urbino - Camerino: 134 km

Riding On The Storm cantavano i The Doors, e oggi la cantiamo anche noi!
Nonostante i tuoni e i fulmini della notte precedente, il risveglio è soleggiato. Cominciamo a pensare che il viaggio è nato sotto una buona stella, non è la prima volta che la notte scende di tutto dal cielo e poi il giorno dopo fa bello. La nostra illusione, purtroppo, dura ben poco, il cielo si rannuvola nuovamente, e dopo pochi minuti dalla nostra partenza, un km sotto Urbino, dopo esserci fermati per chiedere indicazioni per schivare una galleria, due forti colpi di tuono annunciano l'inizio del diluvio universale.
Magari fosse solo acqua: i fulmini squarciano il cielo ogni trenta secondi e comincia a cadere la grandine. L'apocalisse! Noi rimaniamo bloccati un'ora sotto una tettoia, uscire così, con questo tempo, è rischioso, non si sa mai con questi fulmini. Dopo un'ora, la pioggia comincia a diminuire di intensità, e decidiamo di ripartire, abbiamo ancora molti km da affrontare ed è già troppo tardi. Si scende parecchio, tanto lo sappiamo, quello che scendiamo adesso lo saliremo dopo... A fondo valle fortunatamente il sole riesce a farsi spazio tra le nuvole, e pedalare diventa più piacevole, e raggiungiamo il passo del Furlo in poco tempo.
Il passo è uno spettacolo, una gola stretta, un canyon con una piccola diga alla fine, e un fiume azzurro che si insinua tra le rocce delle montagne. La strada segue il fiume, ed è a nostra totale disposizione, è vietato il traffico alle macchine perchè un bel pezzo della strada è crollato (la parte pedalabile è talmente stretta che dobbiamo quasi smontare dalla bici), quindi ce la prendiamo con calma, zigzagando tra montagna e fiume.
Quando la valle finisce, comincia la statale, grande e non particolarmente interessante, anche perchè ci sono parecchie macchine che la percorrono: ci sarebbe una piccola stradina che l'affianca, ma andiamo di fretta, e sulla statale maciniamo km velocemente. La direzione è Cagli, e purtroppo è pure la direzione delle nuvole, brutte e nere, e delle montagne. Siamo preoccupati, il cielo è proprio grigio, e un km prima di arrivare al paese incomincia un acquazzone paragonabili a quelli amazzonici e ai quali Tommy è abituato, solo che qua fa pure freddo, e siamo a fine giugno cavolo! Ci ripariamo sotto una tettoia, ripartiamo non appena finisce, ma è questione di 5 minuti, e poi giù il brodo dal cielo, ancora una volta, e ci rifugiamo dentro un bar. Un'altra mezz'oretta di attesa passa, noi siamo impazienti di pedalare, ma pare che oggi non si riescano a fare più di 30 km senza prendere la pioggia.
Cagli non riusciamo a visitarla, peccato, perchè pare un bel paese, ma non appena smette di piovere in maniera torrenziale (ma comunque piove...) ripartiamo nuovamente seguendo un'altra valle, tutta verde e con un antico ponte romano, che ci porta verso le prime salite del Parco del Monte Cucco. Ovviamente, la nostra direzione è anche quella dove ci sono più nuvole, e ancora una volta, dopo appena un km di salita, siamo costretti a rifugiarci sotto la tettoia di una casa per evitare di finire inzuppati. I minuti scorrono, ma finalmente la speranza infine arriva: il sole, che da qua in poi non ci lascerà più per tutta la tappa. La valle, da Cantino in su, assume tutto un altro colore con il sole, e noi ce la godiamo alla grande, nonostante la salita.
Superata la montagna, la discesa ci porta verso altre gole spettacolari, che nulla hanno da invidiare a quella del passo del Furlo, il paesaggio è selvaggio, e praticamente non ci sono villaggi, se non Isola Fossara, unico centro di una certa grandezza della zona, 150 abitanti dei quali quasi tutti sopra i 70 anni. Spettacolo! Noi li ci facciamo una focaccia spinaci e salsiccia, tanto per tirarci su di morale.
La zona è piena di abbazie abbandonate, ci sarebbe da vederle tutte, ma è impossibile, e noi continuiamo il cammino fino ad arrivare a Fabriano, celebre per le sue carterie. Non siamo fan particolari della carta, quindi evitiamo di passare per la città per affrontare gli ultimi 40 km della tappa. Le prime difficoltà cominciano subito dopo aver lasciato Fabriano, con una collinetta dalla pendenza media del 15%, dove volano imprecazioni su imprecazioni, che porta poi a Cerreto d'Esi, un paesetto interessante con una torre inclinata in stile torre di Pisa.
La strada per Camerino non è male, va su e giù ed è circondata da montagne, ma è arrivando a Camerino che cominciano le difficoltà: la città è costruita sulla cima di una colllina, che raggiungeremo non senza sforzi. Decidiamo che Camerino sarà l'arrivo della tappa, e non Muccia come programmato, oggi sono già stati fatti tanti km. Visitiamo Camerino cercando qualche luogo dove mettere la tenda (il paese è stupendo, con degli scorci stupendi sulle montagne circostanti), chiedendo anche informazioni ai numerosi sacerdoti, che però stranamente non sanno niente, con spirito poco samaritano, direi...
Un grande appoggio ce lo danno invece Giulio e Mario, con Letizia e Valeria, incontrati per caso in strada, ed incuriositi dalle nostre biciclette. Loro fanno parte del CAI e con un paio di telefonate riescono a chiamare gli impianti sportivi dell'università di Camerino per farci fare una meritata doccia calda e permetterci di accampare nella zona dei campi sportivi. E, inoltre, veniamo invitati a mangiare una pizza con loro! Loro fanno parte di quelle persone speciali che abbiamo incontrato durante il cammino, e che ci hanno appoggiato molto, donandoci non solo appoggio logistico, ma soprattutto buona compagnia e tanta simpatia. La serata scorre piacevolmente in pizzeria, tra chiacchiere, risate e buone storie, mentre Germania e Ghana rimangono sullo 0 a 0...
Salutiamo i nostri nuovi amici negli impianti sportivi: alla fine, noi siamo troppo stanchi per montare la tenda, e dormiamo nei bagni, qualche cartone e via! Domani ci aspettano altre montagne toste... si vedrà!


Il pollo Paul al passo del Furlo


Tra due acquazzoni a Visso


Gola nel parco del Monte Cucco


Salita al 15%, ma ripagata da una vista super!


La valle di Camerino

1 commento:

  1. "Noi continuiamo il cammino fino ad arrivare a Fabriano, celebre per le sue carterie. Non siamo fan particolari della carta, quindi evitiamo di passare per la città" questo mi è piaciuta molto :D

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